Il Ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha confermato che il servizio militare obbligatorio potrebbe essere ripristinato qualora il reclutamento volontario non fosse sufficiente a soddisfare le esigenze di difesa nazionale. In recenti dichiarazioni, Pistorius ha sottolineato che, sebbene l'attenzione attuale rimanga rivolta all'attrazione di volontari, il governo sta attivamente elaborando una legge che renderebbe nuovamente legale la coscrizione, potenzialmente già a partire da gennaio 2026.
Le modifiche proposte rispondono alle crescenti esigenze di sicurezza, all'evoluzione delle minacce geopolitiche e agli obblighi della NATO. Le forze armate tedesche contano attualmente circa 180,000 soldati attivi. L'obiettivo del governo è di aumentare questo numero ad almeno 203,000 entro il 2031, con una forza di riserva aggiuntiva. Tuttavia, i vertici militari stimano che almeno 100,000 nuovi soldati debbano essere reclutati entro il 2029 per soddisfare le esigenze strategiche.
Il nuovo sistema registrerebbe tutti gli uomini a 18 anni
Secondo la bozza di legge in fase di elaborazione, tutti gli uomini dai 18 anni in su saranno tenuti a registrarsi tramite un questionario obbligatorio che ne valuti l'idoneità fisica e la disponibilità al servizio. Sebbene il servizio effettivo rimarrà inizialmente volontario, l'infrastruttura per la coscrizione obbligatoria sarà già predisposta, pronta per essere attivata in caso di necessità.
Le donne non sarebbero soggette a questo obbligo in base agli attuali vincoli legali, ma potrebbero partecipare volontariamente. I funzionari della Difesa descrivono il sistema come una "polizza assicurativa strategica" nel caso in cui le adesioni volontarie non raggiungano il numero sufficiente o la situazione della sicurezza internazionale continui a deteriorarsi.
L'ispettore generale Carsten Breuer ha ribadito questa opinione, definendo il quadro normativo un meccanismo di riserva che può essere attivato rapidamente. Attualmente, la Bundeswehr può accettare circa 5,000 nuove reclute all'anno, un numero ben al di sotto di quanto richiesto.
Il dibattito sulla coscrizione femminile accende il dibattito nazionale
Sebbene l'attuale piano legislativo non includa le donne nel servizio obbligatorio, il dibattito pubblico sull'argomento si è intensificato. I sostenitori di un modello di coscrizione neutrale dal punto di vista di genere sostengono che la parità di responsabilità nella difesa nazionale rifletta una società matura e inclusiva. Paesi come Norvegia, Svezia, Danimarca e Israele applicano già requisiti di servizio obbligatorio sia agli uomini che alle donne.
La scrittrice Mirna Funk ha descritto il servizio militare come una forma di emancipazione femminile, affermando che la capacità di difendere se stesse e la propria famiglia non dovrebbe essere limitata dal genere. Ha inoltre sottolineato che il servizio nazionale condiviso potrebbe rafforzare la comprensione democratica e il senso di responsabilità civica.
I critici, tuttavia, mettono in guardia dall'imporre il servizio militare alle donne in età riproduttiva, soprattutto in un Paese con un tasso di natalità in calo. L'autrice Nele Pollatschek ha sostenuto che costringere le donne a svolgere ruoli che potrebbero mettere a repentaglio la loro salute, soprattutto durante la gravidanza, è controproducente. Ha anche avvertito che la coscrizione obbligatoria, indipendentemente dal genere, mina la libertà individuale, costringendo i cittadini a ricoprire ruoli assegnati dallo Stato.
Qualsiasi estensione della coscrizione alle donne richiederebbe un emendamento costituzionale, che al momento appare politicamente irrealizzabile. Una modifica di questo tipo richiederebbe una maggioranza dei due terzi sia nel Bundestag che nel Bundesrat, un risultato improbabile data la prevista resistenza di partiti come i Verdi e la Sinistra.
Il governo pianifica una rapida attuazione
L'amministrazione Merz mira ad approvare rapidamente il nuovo quadro normativo sul servizio militare, con l'intenzione di renderlo operativo entro l'inizio del 2026. Pistorius ha espresso fiducia che i necessari preparativi legali e organizzativi possano essere completati entro i prossimi mesi.
L'urgenza della proposta è rafforzata dagli obblighi della Germania all'interno della NATO, in particolare alla luce della crescente aggressione russa in Ucraina e dell'accresciuta instabilità in Medio Oriente. I recenti attacchi con droni e missili nelle città ucraine, descritti come la più estesa campagna di attacchi aerei dall'inizio della guerra, hanno ulteriormente allarmato i pianificatori della difesa europea.
Incidenti internazionali e problemi di sicurezza interna
A complicare ulteriormente il contesto di sicurezza si aggiunge il recente arresto di un uomo con doppia cittadinanza tedesco-americana, accusato di aver tentato di incendiare l'edificio dell'ambasciata statunitense a Tel Aviv. Secondo le autorità statunitensi, il sospettato ha lasciato uno zaino contenente ordigni incendiari improvvisati sul posto dopo aver diffuso minacce online, tra cui appelli a "dare fuoco all'ambasciata" e ad assassinare l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. È stato espulso dalle autorità israeliane e arrestato al suo arrivo a New York.
Il Ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha risposto al più ampio clima di sicurezza riaffermando il sostegno della Germania sia al diritto di Israele a difendersi sia alle esigenze umanitarie dei palestinesi. Ha inoltre sostenuto sanzioni più severe contro la Russia a seguito dell'ultima ondata di attacchi, affermando che "Putin non è interessato alla pace" e deve affrontare una maggiore pressione internazionale.
La Germania al bivio della difesa nazionale
Poiché l'arruolamento volontario difficilmente raggiungerà i numeri richiesti e le minacce esterne sono in aumento, la leadership tedesca si sta preparando a un cambiamento nella politica di difesa mai visto dalla sospensione della coscrizione nel 2011. La reintroduzione del servizio obbligatorio, anche se in forma limitata o graduale, segnala una significativa ricalibrazione delle priorità nazionali.
Ciò che rimane incerto è se l'opinione pubblica accoglierà queste misure. L'idea di ripristinare il servizio obbligatorio, soprattutto se esteso alle donne, solleva profonde questioni di uguaglianza, libertà e dovere nazionale. Con l'avanzare del processo legislativo, la Germania si trova ad affrontare un complesso equilibrio tra necessità operative e coesione sociale.
