Bruxelles propone nuove misure per tagliare i profitti del Cremlino e indebolire l'evasione delle sanzioni
La Commissione europea ha introdotto un ampio pacchetto di sanzioni contro la Russia, il 18°, volto a paralizzare ulteriormente la capacità del Cremlino di finanziare le sue operazioni militari. La proposta, annunciata a Bruxelles dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dall'Alto rappresentante per gli Affari esteri dell'UE Kaja Kallas, include un'ampia serie di misure che vanno ben oltre le restrizioni esistenti. Al centro c'è un piano per abbassare il tetto massimo internazionale del prezzo delle esportazioni di greggio russo da 60 a 45 dollari al barile. La Commissione spera di portare avanti questa misura in occasione del prossimo vertice del G7 in Alberta, Canada.
L'attuale tetto massimo al prezzo del petrolio è stato introdotto nel dicembre 2022 dall'UE, dai paesi del G7 e dall'Australia. È stato concepito per limitare le entrate energetiche di Mosca senza destabilizzare i mercati globali. Tuttavia, poiché i prezzi del petrolio si sono mantenuti vicini al limite massimo negli ultimi mesi, Bruxelles sostiene che le condizioni di mercato richiedano ora un tetto massimo più restrittivo.
Von der Leyen ha sottolineato l'obiettivo strategico alla base del nuovo impulso. "La forza è l'unico linguaggio che la Russia capisce", ha affermato. I funzionari dell'UE stanno cercando di allinearsi con gli Stati Uniti su queste iniziative, ma rimane incerto se l'amministrazione del presidente Donald Trump sosterrà pienamente i cambiamenti.
L'amministrazione Trump esita mentre il Congresso aumenta la pressione
Nonostante i ripetuti segnali provenienti dal team di Trump circa la possibilità di imporre ulteriori sanzioni a Mosca, la Casa Bianca non ha ancora agito. L'approccio di Trump si è orientato a spingere l'Ucraina verso i negoziati di pace, piuttosto che ad aumentare la pressione sulla Russia. Ciò ha suscitato preoccupazione tra i leader dell'UE, che temono che Washington possa esitare ad approvare sanzioni più severe se non costretta ad agire.
Per rafforzare l'allineamento transatlantico, von der Leyen ha avuto colloqui diretti con il senatore repubblicano Lindsey Graham, che ha presentato al Congresso degli Stati Uniti un disegno di legge separato e fortemente restrittivo sulle sanzioni. La proposta di Graham include un drastico dazio del 500% sui paesi che continuano ad acquistare energia russa, colpendo di fatto le nazioni che minano l'attuale regime di price cap. Tuttavia, il sostegno di Trump alla legge di Graham rimane incerto, con rapporti interni che suggeriscono che il presidente potrebbe cercare di ammorbidirne alcune disposizioni.
Bloccare il ritorno del gasdotto
Uno degli elementi politicamente più delicati del pacchetto di sanzioni proposto dall'UE è una disposizione che vieta qualsiasi attività, diretta o indiretta, relativa alla riparazione o alla riattivazione dei gasdotti Nord Stream danneggiati sotto il Mar Baltico. Questi gasdotti – Nord Stream 1 e Nord Stream 2 – non sono attualmente operativi. Il primo è inattivo da quando la Russia ha interrotto le forniture di gas, mentre il secondo non ha mai ricevuto l'approvazione definitiva dal governo tedesco.
Tre dei quattro condotti dell'oleodotto sono stati gravemente danneggiati dalle esplosioni del settembre 2022. Sebbene non sia stato raggiunto alcun accordo ufficiale per il loro ripristino, persistono speculazioni sul fatto che un futuro accordo tra Stati Uniti e Russia potrebbe comportare il riavvio degli oleodotti nell'ambito di un accordo di pace. Berlino, tuttavia, ha chiarito di voler impedire tale esito. Inserendo una barriera giuridica permanente nel diritto sanzionatorio dell'UE, la Germania e i suoi alleati possono tutelarsi da future pressioni politiche volte a invertire la rotta.
Estensione delle sanzioni alle reti di trasporto petrolifero russe
Bruxelles sta anche prendendo di mira la cosiddetta "flotta ombra", le petroliere utilizzate da Mosca per aggirare le restrizioni internazionali. La nuova proposta include sanzioni contro altre 77 navi sospettate di aiutare la Russia a trasportare petrolio a prezzi superiori al tetto massimo. In particolare, per la prima volta, un singolo capitano di petroliera verrà aggiunto all'elenco delle sanzioni personali dell'UE, con conseguente divieto di viaggio e congelamento dei beni.
Il pacchetto non si limita al trasporto marittimo. Una nuova tornata di restrizioni è rivolta ad altri 22 istituti finanziari russi, limitando ulteriormente l'accesso di Mosca ai sistemi finanziari globali. La Commissione prevede inoltre di sanzionare le società di paesi terzi, in particolare negli Emirati Arabi Uniti e in Cina, che si ritiene aiutino la Russia a eludere le sanzioni.
Divieto di prodotti raffinati di origine russa e di tecnologie sensibili
Un altro elemento cruciale della proposta di sanzioni è il divieto di importazione di prodotti petroliferi raffinati come gasolio, cherosene e lubrificanti, anche se lavorati al di fuori della Russia. Finché il petrolio greggio di base proviene dalla Russia, il prodotto finale sarebbe vietato nell'UE in base alle nuove norme.
Bruxelles mira inoltre a interrompere la produzione di armi russa. Il pacchetto include divieti di esportazione di beni industriali come macchinari, metalli, materie plastiche e prodotti chimici. Questi prodotti sono considerati a duplice uso o componenti nella produzione di droni, razzi e altri sistemi d'arma. La Commissione sostiene che bloccare l'accesso a questi beni sia essenziale per compromettere la capacità produttiva militare russa.
Un messaggio strategico al Cremlino e al mercato globale
Attraverso l'estensione delle sanzioni, l'UE spera non solo di ridurre il potere economico della Russia, ma anche di inviare un segnale politico. Imponendo sanzioni drastiche ai facilitatori esteri e sollecitando un più stretto coordinamento con i partner del G7, Bruxelles sta cercando di colmare le lacune e isolare ulteriormente Mosca.
Allo stesso tempo, il pacchetto riflette le dinamiche interne dell'UE. Il sostegno di Berlino alle sanzioni sui gasdotti Nord Stream indica la volontà di codificare gli attuali cambiamenti geopolitici e impedire qualsiasi arretramento, anche sotto la pressione esterna di Washington.
Il successo del pacchetto di sanzioni, tuttavia, dipende da due fattori: il pieno accordo tra tutti i 27 Stati membri dell'UE e la misura in cui gli Stati Uniti, sotto la guida di Trump, saranno disposti ad adeguarsi alla posizione europea. Sebbene si sia in attesa dell'adozione formale, la mossa dell'UE ha reso ancora più urgenti gli sforzi globali per ricalibrare la pressione dell'Occidente sulla Russia.
