Un tribunale tedesco ha stabilito che i controlli di routine al confine tra Germania e Austria violano il diritto europeo, una decisione che riguarda migliaia di stranieri che attraversano quella frontiera per lavoro, famiglia o turismo. Il Verwaltungsgericht München, il tribunale amministrativo che esamina gli atti statali, ha stabilito all'inizio di luglio 2026 che tre distinti controlli di identità vicino al confine austriaco erano illegali perché i controlli stessi si protraevano da troppo tempo per essere giustificati.
La sentenza rappresenta una rara battuta d'arresto legale per una politica ormai consolidata nella vita quotidiana della Baviera meridionale. Tuttavia, per ora, la situazione sul campo rimane pressoché invariata, poiché il tribunale ha limitato le proprie conclusioni ai tre singoli casi esaminati e si è rifiutato di ordinare al governo di interrompere i controlli. I pendolari e i viaggiatori dovranno continuare a tollerare i controlli alle frontiere e potranno contestarli solo a posteriori.
Cosa ha deciso la corte sui controlli alle frontiere
Secondo Legal Tribune Online, il Verwaltungsgericht München ha concluso che i controlli di lunga durata non sono compatibili con lo Schengener Grenzkodex, il Codice delle frontiere Schengen che disciplina gli spostamenti all'interno dell'area europea senza controlli alle frontiere. Tale codice consente a uno Stato membro di reintrodurre i controlli interni solo per periodi limitati e solo quando una grave minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza nazionale lo richieda effettivamente.
L'obiezione principale della corte riguardava la durata. La Germania ha mantenuto i controlli a questa frontiera quasi ininterrottamente per anni e i giudici non hanno riscontrato alcun pericolo nuovo e specifico che potesse giustificare un regime così lungo e di fatto permanente. Poiché i controlli non hanno superato tale prova legale, i tre fermi contestati dai ricorrenti sono stati dichiarati illegittimi. La sentenza non annulla i controlli in sé, ma li valuta alla luce del codice e li giudica inadeguati.

Chi ha portato i casi
I tre ricorrenti dimostrano la portata estesa dei controlli alle frontiere. Uno è Werner Schroeder, professore di diritto europeo e internazionale a Innsbruck, che considera i controlli contrari al diritto dell'UE. Un altro è un cittadino nigeriano identificato come Abdulhamid A., il quale afferma di essere stato fermato per un controllo dei documenti in un modo che fa pensare a una profilazione razziale. Il terzo è Hubert Niedermayr, un avvocato austriaco che è stato fermato ripetutamente nella zona di Rosenheim e definisce la pratica arbitraria.
Le loro cause sono state sostenute dalla Gesellschaft für Freiheitsrechte, un'organizzazione per i diritti civili nota con l'acronimo GFF che finanzia azioni legali strategiche a tutela dei diritti fondamentali. Come riportato da MiGAZIN, l'avvocato della GFF Christoph Tometten ha sostenuto che l'esito non lascia altra scelta al governo federale se non quella di smantellare i controlli. Ha affermato che il ministro dell'Interno deve porre fine senza indugio ai controlli alle frontiere interne.
Perché i pendolari devono ancora tollerare i controlli
Nonostante la vittoria sul piano giuridico, i ricorrenti non hanno ottenuto l'immediata sospensione dei controlli. L'Abendzeitung München ha riportato che il tribunale ha rifiutato di concedere la tutela legale d'urgenza, spiegando che i cittadini, in linea di principio, devono prima tollerare le misure statali e solo in seguito possono dimostrarne l'illegittimità. La procedura accelerata è riservata a situazioni eccezionali che minacciano un danno grave e irreversibile, e un controllo di routine dei documenti non è sufficiente a superare tale ostacolo.
Il risultato pratico è una situazione a doppio binario. La sentenza afferma che i controlli, così come vengono effettuati oggi, non sono conformi agli standard europei, mentre i posti di blocco continuano a funzionare come prima. Per un lavoratore frontaliero nei pressi di Rosenheim o Freilassing, nulla cambia durante il tragitto mattutino: un agente può ancora fermare l'auto, chiedere il passaporto e lasciarla passare. La strada che la corte ha lasciato aperta è quella di sottoporsi a un controllo e poi contestare per iscritto quello specifico fermo.
La risposta del governo
I controlli derivano da una decisione del ministero dell'Interno Alexander Dobrindt, che dal settembre 2024 ha ordinato controlli alle frontiere terrestri della Germania per arginare gli ingressi non autorizzati, prorogandoli più volte, attualmente fino a metà settembre 2026. Dopo la sentenza, il ministero ha fatto sapere di considerare i controlli legittimi e di volerli mantenere in vigore in attesa dell'esito del ricorso.
La fase successiva porterebbe la controversia al Bayerischer Verwaltungsgerichtshof, il tribunale amministrativo superiore bavarese, la cui decisione avrebbe un peso ben maggiore rispetto a tre singoli casi. Sul piano politico, i Verdi e gli avvocati dei ricorrenti hanno colto l'occasione della sentenza per chiedere la fine dei controlli, mentre il governo li presenta come uno strumento necessario per contrastare l'immigrazione irregolare. Il divario tra l'aula di tribunale e il posto di frontiera è ora al centro del dibattito.
Cosa significa questo per gli stranieri in Germania
Per ora, i controlli di frontiera restano in vigore, quindi chiunque attraversi il confine tra Baviera e Austria dovrebbe continuare a portare con sé un passaporto o un documento d'identità nazionale valido e aspettarsi possibili fermi, soprattutto sulle trafficate rotte di Rosenheim e Salisburgo. La sentenza non concede il diritto di rifiutare un controllo o di saltare la fila, e trattarla come tale potrebbe trasformare un breve ritardo in un problema serio. Le nostre guide per ambientarsi sono raccolte presso il How to Germany Un punto di riferimento per i lettori che viaggiano spesso oltre confine.
Il valore a lungo termine della decisione risiede nel fatto che mette in dubbio le basi legali per i controlli interni permanenti e offre ai residenti interessati un modo documentato per opporsi. Se ritenete che un fermo sia stato effettuato ingiustamente, ad esempio a causa del vostro aspetto, è opportuno annotare l'ora, il luogo e gli agenti coinvolti e richiedere una consulenza legale, poiché gruppi come la GFF stanno attivamente contestando questi controlli in tribunale. La direzione della circolazione potrebbe eventualmente tornare a favorire la libera circolazione, ma ora la decisione sui tempi spetta ai tribunali d'appello, non più ai cittadini che si trovano a bordo strada.
